martedì 29 aprile 2008

88 CLODIO


Dopo aver aspettato per circa un'ora, sono riuscito ad infilarmi con una gamba sotto il braccio, un piede in un orecchio e un ginocchio tra la scapola e la nuca nel fatidico 88 che puntuale come un orologio svizzero assemblato in cina, ha solcato il fantastico Quartiere africano di Roma.

Dopo questo incastro Tétrisco, sono riuscito a ricavare una nicchia tra corpi crudi macellati, per poter proseguire il mio viaggio dentro il viaggio. Il Leviatano di Paul Auster, che per la simbologia è il caos: quale luogo migliore...

Attento a non sgomitare troppo, nel rigirare le pagine stavo immerso nel romanzo ed il vorrei ma non posso della periferia dei parioli, arroventata dalla sua rabbia trova il suo spazio, incastrandosi come della lanavetro decide di farmi mangiare un po dei suoi spaghetti alla carbonara, tenuti assime da un elastico. Strano elastico: velluto marrone, consumato dal tempo e dalla rabbia e sempre con la stessa la sento imprecare dicendomi che occupo troppo spazio, ripongo il Leviatano, il mio corpo si raffredda la mia mente diventa grigia. Anch' io corpo crudo.

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